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L'Elisir d'Amore

NOTE DI REGIA

 

“E” come Elisir d'amore… come Everlast… come Emozione!

 

Dopo il grande successo dello scorso anno nel cortile de Fortezza Firmafede di Sarzana per Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini , dove l’affluenza di pubblico ha superato di molto la capienza della platea, quest’anno dieci giovani artisti hanno avuto modo di calcare il palcoscenico di Sarzana in una nuova produzione de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti curata nella regia, scene e costumi da Davide Garattini e concertato dal M° Elisabetta Maschio sul podio del’Orchestra “Giacomo Puccini”. Lo spirito giovane e frizzante della trama dell’opera ben si addice allo spirito altrettanto vivace del Sarzana Opera Festival nella guida del percorso musicale dei giovani artisti.

 

I dieci protagonisti hanno vissuto in nove giorni un percorso completo e un debutto importante, grazie anche all’affiancamento alle prove di una master class con tre docenti di fama internazionale come Raina Kabaivanska, Enzo Dara e Giuseppe Sabbatini. Sviluppare una produzione con una master class, carica di valore la proposta e la rende realmente formativa, con  la coscienza di non buttare dei giovani interpreti allo sbaraglio, ma accompagnarli a dovere nel successivo lavoro con il direttore d’orchestra e il regista.

 

Nello specifico Raina Kabaivanska ha lavorato sulla tecnica vocale, Giuseppe Sabbatini sulle arie e la loro interpretazione vocale ed Enzo Dara sulle scene  d’insieme e i duetti. Chiaramente in molti momenti i docenti si sono affiancati tra loro, oltre a portare avanti un lavoro parallelo con la regia e la direzione d’orchestra. Tutto s’integrava perfettamente con le attività di Garattini e Maschio in ambito didattico, sia con giovani artisti sia con l’età più infantile, per la diffusione dell’opera lirica e della musica classica.

 

L’importanza e la ricchezza di un debutto in un titolo di repertorio come L’elisir d’amore, con queste modalità, hanno reso questa esperienza più unica che rara, difficilmente in Italia si possono trovare proposte con le stesse caratteristiche. Qualità ed immediatezza! Pochi giorni ma intensi, sicuramente migliorabili sotto alcuni punti, ma già di ottimo livello. La proposta che si vuole portare avanti con la regia di Davide Garattini è una novità quasi assoluta nel mondo del teatro e forse ancora di più nel campo operistico.

 

Cosa può esserci in comune tra L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e i prodotti Everlast?

 

Il desiderio è quello di utilizzare uno sponsor all’interno della rappresentazione, quello che in gergo viene chiamato product placement, lo strumento attraverso il quale si pianifica e si posiziona un marchio all’interno delle scene di un prodotto cinematografico a fronte del pagamento di un corrispettivo da parte dell’azienda che viene pubblicizzata. Vogliamo oggi utilizzare una metodologia legata ad altri linguaggi espressivi per un prodotto operistico; questa operazione è troppo spesso sottovalutata dal mondo teatrale e visti i tempi che corrono, anche il melodramma deve cominciare ad evolversi in queste forme; in sostanza l’idea è quella d’inserire l’Everlast nel mondo de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e viceversa, un reciproco scambio in modo che l'opera ne tragga vantaggio e il marchio venga esaltato.Un’operazione che non vada solo a mostrare l’Everlast come se fosse in una vetrinetta fine a se stessa; il marchio non viene messo solamente in bella vista, ma Everlast entra nell'opera come protagonista e la musica si sviluppa attorno ad essa senza che niente o nessuno venga snaturato; al contrario intorno al mondo Everlast i personaggi possano crescere di visibilità e viceversa.

 

Per rispondere alla prima domanda bisogna prima di tutto fare una premessa, dobbiamo considerare il rapporto divertente e curioso che si sta consumando tra regia e opera, in particolare vogliamo sottolineare la scelta registica, ormai di «moda», che si sviluppa nel trasportare l’ambientazione originale o più consueta in un contesto differente o in un altro periodo storico, facendo rivivere la trama originale con un restyling accattivante. Ormai questo è un metodo lavorativo entrato nella routine operistica così come in pochi altri generi teatrali, un vezzo ludico che sembra aver contagiato tutti, sia gli addetti ai lavori che i melomani più tradizionali.

 

Ogni volta che ci si ritrova di fronte ad una proposta con questa matrice scatta subito il «gioco delle incongruenze» ossia il verificare tutte le novità e la loro attinenza rispetto al libretto o alle didascalie… le novità funzionano con la trama?

 

Molti registi intraprendono questa strada, con più o meno successo ed intelligenza, per qualcuno si risolve tutto in una serie di trovate «sensazionalistiche» per aggiungere rumore dove non serve, mentre altri riescono a dare una vera e propria spolverata all’opera regalando al pubblico una visione stimolante;noi chiaramente vogliamo restare sulla seconda ipotesi. Sicuramente tra i titoli più sfruttati per questo «divertimento teatrale» c’è L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti; ormai l’hanno proposto in tutte le salse, difficile trovare questo titolo nella sua originale chiave bucolica. Questa caratteristica non è l’unica che ci fa portare la nostra attenzione verso questo titolo per l’adempimento di questo progetto.Infatti, L’elisir d’amore è ormai da considerarsi terra di conquista dei giovani cantanti lirici, è il titolo più «frequentato» e propedeutico per i debutti, più che adeguato alle nuove esperienze, e crediamo fortemente che questa caratteristica non vada sottovalutata; anzi, che tutto ciò diventi un punto fondamentale su cui costruire un progetto competitivo e allo stesso tempo offrire ai giovani cantanti un’opportunità di crescita.Perfettamente in linea con queste linee programmatiche, la regia porterà tutto l’allestimento lontano dalla solita «campagna», catapultando i protagonisti e la trama in una palestra di boxe: Adina è la proprietaria della una palestra di boxe «Adina's Gymnasium" o "Adina's Gym", Nemorino è l'uomo delle pulizie della palestra innamorato della proprietaria, Belcore è naturalmente il Campione di Boxe e Dulcamara… è un allenatore molto particolare!Da considerare anche il fatto che saremo di fronte ad un allestimento e una regia accettabili anche da coloro che sono legati agli allestimenti tradizionali; uno spettacolo adatto anche per l’avvicinamento all’opera da parte di un pubblico più giovane. Evidentemente il linguaggio e i codici sono comprensibili anche per gli adolescenti e non solo per un pubblico più adulto. Chiaramente questo allestimento trova degli spunti maggiori rispetto a quelli tradizionali, diventando pedagogico per i giovani interpreti e non dimenticandosi che il teatro serve a far pensare le persone e a farle riflettere su quanto visto; solo allontanandosi perciò da quello che il pubblico si aspetta si potrà educarlo.do del teatro e forse ancora di più nel campo operistico.

 

DIRECTION NOTES

 

“E” like Elisir d'Amore … like Everlast … like Emotion!

 

After the great success of the 2011 edition of Il Barbiere di Siviglia by Gioachino Rossini in the courtyard of the Firmafede Fortress (Sarzana) which achieved a great public turnout, last year ten young opera artists staged a brand new production of L'Elisir d'Amore by Gaetano Donizetti with direction, scenes and costumes by Davide Garattini and the conduction of M° Elisabetta Maschio to lead the “Giacomo Puccini” Orchestra.

The young and lively plot of the opera well suited the spirit of the Sarzana Opera Festival and its aim to guide young opera artists.

 

Thanks both to rehearsals and the masterclass held by three world renown teachers such as Raina Kabaivanska, Enzo Dara and Giuseppe Sabbatini, the ten protagonists could go through a complete nine days long opera experience and have their important stage debut. The idea to combine an opera production with a masterclass enhanced our proposal and makes it extremely formative for young opera artists who had been guided and prepared to collaborate with director and conductor.

 

Raina Kabaivanska worked on the vocal technique, Giuseppe Sabbatini on arias and interpretation and Enzo Dara on duets and choral scenes; all three teachers cooperated together and along with the director and the conductor. This masterclass perfectly integrated the other didactic activities Garattini and Maschio already promote to spread opera and classical music among young artists as well as children.

 

This incredible and unique path, which drove to the stage debut of an important opera masterpiece such as L'Elisir d'Amore, is a rare experience you can hardly find in Italy. Quality and immediacy concentrated in just nine days. This is a real innovation in the field of theater and opera.

 

Our original desire was to insert a sponsor in our production: we choose Everlast, leader brand of boxing apparel. This strategy is usually called product placement: the inclusion of a product so that it is featured within a program upon payment of a compensation by the featured brand.

 

This kind of collaboration normally belongs to other audiovisual medias rather than theater but we think it's time for opera too to take advantage of product placement. Our idea was to insert Everlast in our production of L'Elisir d'Amore by Gaetano Donizetti in order to take, both the opera and the brand, advantage from this cooperation.

We didn't aim to put the brand Everlast in the production without connections to the plot: Everlast takes part in the opera as a protagonist without distorting the original story and characters of the opera.

 

What do L'Elisir d'Amore by Gaetano Donizetti and Everlast have in common?

 

Our original desire was to insert a sponsor in our production: we choose Everlast, leader brand of boxing apparel. This strategy is usually called product placement: the inclusion of a product so that it is featured within a program upon payment of a compensation by the featured brand.

This kind of collaboration normally belongs to other audiovisual medias rather than theater but we think it's time for opera too to take advantage of product placement. Our idea was to insert Everlast in our production of L'Elisir d'Amore by Gaetano Donizetti in order to take, both the opera and the brand, advantage from this cooperation.

We didn't aim to put the brand Everlast in the production without connections to the plot: Everlast takes part in the opera as a protagonist without distorting the original story and characters of the opera.

 

To answer this question we need to make a short introduction to explain the peculiar relationship established between opera and direction. Nowadays it is in style to transpose the original setting of an opera into a different context or historical period in order to refresh the original plot through a captivating change. This fad is almost universally accepted both from theater responsible and opera lovers.

 

But do all the changes always suit the plot? Are they relevant? Do they work well?

 

Through the years we have seen many examples: some directors simply choose to add sensational moments to the opera, some others succeeded in refreshing the plot and stimulating the audience. This is the path we wanted to walk through. Some operas better suits this trend and L'Elisir d'Amore is among them: you can hardly find this opera set in its original pastoral location. But this is not the only characteristic which drove our choice on this title for our project. L'Elisir d'Amore is considered a suitable title for young opera singers and we would like to take advantage from this feature for our project in order to offer to young opera artists an incredible growth experience. Following this course of action our direction of L'Elisir d'Amore dispatched the original plot far from its pastoral setting into a boxing gym: Adina is the owner of «Adina's Gymnasium» or «Adina's Gym», Nemorino is the cleaning man in love with Adina, Belcore is the boxing champion and Dulcamara is a peculiar coach. Our production of L'Elisir d'Amore was easily understundable by a young audience as well as a much more mature and accustomed to one. We consider our production much more pedagogical than a traditional one and we also think it can give the audience many sparks to think about. We don't have to forget that theater has to drive people to think and ponder and just distancing from what the audience expect is the way to achieve this aim.