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PRESENTAZIONE

 

Una bella giornata di festa al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo dove nella Sala Scarlatti è andata in scena la recita de L’impresario delle Canarie con le musiche di Giovanni Battista Martini e il libretto di Pietro Metastasio. Un’opera rara portata alla luce grazie al grande lavoro di Manuela Ranno che ha curato l’adattamento musicale e la concertazione.

 

Non è mai facile far conoscere qualcosa di nuovo al pubblico eppure curiosità ed interesse hanno fatto si che la platea fosse piena, oltre che vistosamente compiaciuta della visione. Non sono mancate risate ed attenzione, segno di un obbiettivo raggiunto da parte della regia e degli interpreti.

 

La regia frizzante di Davide Garattini ha risvegliato l’intermezzo barocco dal suo vetusto torpore: questi materiali musicali dimostrano ogni volta una grandissima potenzialità ed una forte efficacia anche ai nostri giorni, ma solo se attualizzati senza snaturarli. Si è voluto valorizzare il libretto e renderlo fruibile e di più facile comprensione. Una regia dinamica che cattura l’attenzione del pubblico facendo capire ogni passaggio e rendendo estremamente appetibile una partitura del 1744 anche oggi nel 2015.

 

L’irriverenza e l’ironia di questo genere teatrale si respira in ogni nota ed in ogni parola grazie alla duttilità dei due interpreti in scena Manuela Ranno e Francesco Paolo Vultaggio. Perfettamente calati nei due ruoli sono più che credibili e naturali! Dove anche piccoli sguardi demarcano dei personaggi stereotipati ed esagerati, ma al tempo stesso vicinissimi ad esempi di attualità.

 

Buona l’esecuzione dei musicisti: Raffaele Nicoletti al violino, Zeno Scattolin alla viola, Mauro Greco al violoncello e Rossella Policardo al clavicembalo.

 

Per la cronaca il lavoro “di tesi” è stato valutato 110 e lode con menzione, testimoniando anche l’ottima qualità sul lavoro musicale.

L'Impresario delle Canarie